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Diritto.it ha parlato di noi e di recupero crediti dopo 10 anni.

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Recupero crediti dopo 10 anni: è possibile ottenerlo?

Soprattutto per le imprese può esserci talvolta la necessità improrogabile di procedere a un recupero crediti, attività solitamente confinata a qualche sollecito da parte dell’ufficio amministrativo.

Le perdite finanziarie, in caso si ignori questa fase, possono essere a volte notevoli tanto da portare a problemi di cashflow in periodi difficili. È importante sapere, però, che non sempre il recupero può essere fatto, ma sottostà ad alcune regole, soprattutto in merito alle tempistiche.

Secondo l’articolo 2946 del Codice Civile, infatti, dopo 10 anni i diritti sul credito vanno in prescrizione e per questo il debito non può più essere risolto, a meno di eccezioni.

Per comprendere come muoversi è quindi fondamentale rivolgersi a degli specialisti e, in questo contesto, Ponzi S.p.a spiega come funziona il rintraccio di un conto corrente in merito al recupero crediti.

1. Cos’è il recupero crediti

Per riuscire a muoversi adeguatamente in questo ambito è importante prima di tutto avere ben chiaro di cosa sia il recupero crediti e come funzioni.
Esso, in poche parole, consiste nell’insieme di azioni intraprese da un creditore nei confronti di un debitore per ottenere il pagamento di quanto dovuto. Per procedere, solitamente si avvia una prima fase stragiudiziale, caratterizzata da solleciti amichevoli, tra questi vi sono attività come la “Phone Collection” (ossia il contatto telefonico diretto con il debitore), il sollecito scritto, e l’esazione domiciliare (anche nota come “Home Collection”).

Le attività sopra citate mirano ad instaurare un dialogo e a ottenere il pagamento in modo armonico e non giudiziale, utile per il mantenimento delle relazioni tra le due parti.

Solo nel caso in cui queste azioni non abbiano successo è suggerito passare alla fase giudiziale, coinvolgendo le autorità competenti e procedendo quindi per vie legali. Qui, il creditore cerca di ottenere un titolo esecutivo per procedere all’esecuzione forzata sui beni del debitore.

Per facilitare il rientro del credito, è possibile concordare dei piani di rientro con il debitore (ammortizzazione del debito), concedendogli il pagamento a rate periodiche. Nel caso in cui, nemmeno con questo metodo, si riesca ad avere accesso al credito dovuto, allora tramite l’Ufficiale Giudiziario è possibile procedere al pignoramento dei beni.

2. Recupero crediti dopo 10 anni con il rintraccio conti correnti

Il processo di recupero crediti può essere lungo e, se intervengono anche degli imprevisti, c’è il rischio di incorrere nella prescrizione. Secondo il Codice Civile, infatti, vi è una soglia temporale di 10 anni entro il quale è possibile muoversi: se si arriva oltre, il debito cade in prescrizione e non si può più avere accesso al credito a meno di eccezioni specifiche.

In questi casi, la prescrizione può essere interrotta mediante l’invio di una missiva di messa in mora da parte del creditore, non necessariamente tramite azioni giudiziali. Ciò permetterà, anche dopo il decennio, che il creditore possa avviare un’azione di recupero.

In altre parole, ci sono possibilità di procedere a un recupero crediti dopo i 10 anni, come ad esempio tramite il rintraccio conti correnti con saldo, ma è fondamentale fare affidamento a degli esperti per riuscire a muoversi adeguatamente e non rischiare di perdere il denaro.

Ponzi S.p.A offre ad esempio servizi di rintraccio conti correnti e accertamenti bancari, essenziali nell’ambito delle indagini per il recupero crediti, sia in via giudiziale che stragiudiziale.

Questi servizi permettono in definitiva di individuare le liquidità, facilitando il pignoramento per sanare debiti, il tutto però sempre nel rispetto delle leggi sulla privacy.


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