nuova legge recupero crediti

Nuova legge recupero crediti – Novità e implicazioni per gli NPL

La legislazione italiana ha proposto una svolta decisa nel settore del recupero crediti a un punto di svolta, con la presentazione del Disegno di Legge 1246 NPL. La nuova legge recupero crediti ha l’ambizioso obiettivo di facilitare il recupero dei crediti in sofferenza, accelerando il ritorno in bonis del debitore ceduto. 

Il contesto economico evidenzia un aumento degli NPE (Non Performing Exposure), stimato a 402 miliardi di euro nel 2024. Questo dato evidenzia una certa urgenza nel gestire efficacemente i crediti deteriorati affinché le istituzioni finanziarie possano ridurre il rischio di esposizione a debiti non performanti. 

La legislazione propone soluzioni transattive per favorire la definizione delle posizioni debitorie classificate come crediti in sofferenza (NPL) o ad alto rischio di insolvenza (UTP).

L’Introduzione del DDL 1246 mira ad ottimizzazione la gestione dei portafogli NPL e UTP, ma gli accesi dibattiti sulla normativa evidenziano la necessità di equilibrare l’agevolazione per i debitori con la salvaguardia della solidità del sistema creditizio italiano.

Cosa cambia, quindi, per i debitori? E quali saranno le possibili conseguenze di questa nuova normativa sulle aziende che si occupano di gestione del credito?

La nuova legge recupero crediti: cosa cambia per debitori e creditori

Il DDL 1246 – presentato il 23 giugno 2023 – propone modifiche significative nel trattamento degli NPL (Non Performing Loans) e UTP (Unlikely To Pay)

La prospettiva è quella di offrire al debitore ceduto l’opzione di estinguere la posizione debitoria versando un importo maggiorato del 20%. I beneficiari sono coloro che hanno debiti inferiori a 25 milioni di euro tra il 2015 e il 2021, quindi principalmente famiglie e piccole imprese insolventi.

Le aziende – in particolare le banche – si trovano a fronteggiare nuovi flussi di crediti deteriorati e hanno bisogno di modelli di business dedicati per poterli gestire in modo sostenibile. Il mercato secondario degli NPL è, in questo contesto, un strumento cruciale – tanto da rappresentare un terzo del totale del mercato dei crediti deteriorati.

Come cambiano le procedure con la nuova legge recupero crediti

La nuova legge per il recupero crediti introduce nuove procedure.

In primo luogo, nella comunicazione di cessione che riceve il debitore deve essere indicato il prezzo pagato per l’acquisto del credito.

Entro 30 giorni, il debitore ha la possibilità di esercitare la nuova opzione ed estinguere il suo debito, versando entro 90 giorni un importo pari alla cifra pagata al cessionario maggiorata del 20%.

Il completamento di questa procedura porta all’automatica cancellazione della posizione di sofferenza del debitore, il cui nominativo viene eliminato dalla Centrale dei Rischi – gestita dalla Banca d’Italia.

Tuttavia, le implicazioni per le aziende che si occupano di gestione del credito e le sfide nell’attuazione di tali procedure necessitano di un’attenzione particolare.

Sfide e nuove opportunità offerte dal DDL 1246

La nuova legge per il recupero crediti ha sollevato intensi dibattiti tra gli addetti ai lavori.

In primo luogo perché la proposta potrebbe non coprire tutti i debitori insolventi aumentano il rischio di mancati pagamenti e influenzando negativamente la concessione di finanziamenti. Questo scenario solleva una sfida chiara per le aziende che gestiscono crediti deteriorati, poiché potrebbero trovarsi ad affrontare una selezione più accurata delle posizioni debitorie e a implementare strategie ancor più mirate per massimizzare il recupero.

In secondo luogo perché questa situazione potrebbe compromettere la credibilità creditizia italiana e far sorgere dubbi sulla stabilità del mercato da parte degli investitori stranieri.

Ma per le aziende specializzate nel recupero crediti ci sono anche opportunità emergenti. L’aumento dell’attenzione normativa e dei dibattiti sul settore potrebbe portare a una maggiore consapevolezza dell’importanza di servizi specializzati. 

Aziende con competenze avanzate nella gestione di crediti deteriorati potrebbero beneficiare dell’incremento della domanda di soluzioni professionali, offrendo servizi di consulenza e gestione dei portafogli NPL e UTP in conformità con le nuove disposizioni normative.

Valutazione dei portafogli NPL e UTP

Vista la situazione particolarmente delicata nel mercato attuale dei crediti deteriorati, è ancora più importante valutare accuratamente i portafogli di NPL e UTP prima dell’acquisto.

Ecco perché Ponzi SpA – gruppo investigativo specializzato nelle indagini economico-patrimoniali finalizzate ad attività di recupero crediti – opera da anni anche nella due-diligence NPE (Non Performing Exposures), supportando banche, assicurazioni, società finanziarie, studi legali/advisor, aziende e privati.

Per un’accurata valutazione del rischio, puoi richiedere il nostro servizio di Due Diligence NPL – infoproviding per la qualifica di portafogli di crediti deteriorati. Ogni anno analizziamo oltre 700 mila posizioni, seguendo il nostro protocollo operativo che permette agli Originator di qualificare i propri portafogli, agli Investor di valutare più correttamente il livello di rischio insito nella successiva azione di recupero, e ai Servicer di completare efficientemente e professionalmente il data tape informativo.

Possiamo supportarti nell’ottenere un’analisi preventiva dettagliata dell’intero lotto o di un suo sottoinsieme e – tramite il Due Diligence Report – verificare e completare i dati anagrafici, individuare deceduti, posizioni pensionistiche o contratti di lavoro in essere. Il risultato è, quindi, un’analisi consuntiva delle sole istanze positive supportate da informazioni economico-patrimoniali di dettaglio.

Il panorama della gestione dei crediti in Italia sta attraversando una fase di cambiamento significativo. Ponzi SpA è il tuo partner strategico nell’affrontare le sfide e capitalizzare sulle opportunità offerte dalla nuova legislazione.

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