La Rubrica dell'Esperto - Ponzi SpA

La Rubrica dell’Esperto – Risarcimenti per le vittime dell’Olocausto [Parte 2]

‘La Rubrica dell’Esperto’ è il nuovo appuntamento con Ponzi Investigazioni dedicato ai temi più rilevanti nel settore delle investigazioni, delle informazioni economiche e patrimoniali e della sicurezza.

In questa uscita: la seconda e ultima parte del nostro approfondimento sui Risarcimenti per le vittime dell’Olocausto.

I risarcimenti per le vittime del Nazismo costituiscono più che altro il saldo di un vecchio debito: si tratta semplicemente di restituire ai legittimi proprietari o ai loro eredi i beni confiscati settanta anni fa dai tedeschi e depositati nelle banche svizzere che, a loro volta, avrebbero voluto evitare la restituzione.

Il primo momento – quello chiamato della giustizia – è riferito ai processi di Norimberga con “protagonisti” i grandi responsabili dei crimini nazisti.

Il secondo momento è quello del risarcimento. La nascita dello Stato d’Israele venne proclamata dalle Nazioni Unite proprio a ridosso dell’Olocausto; questo potrebbe essere definito come il momento della riconciliazione.

Le compagnie di assicurazione francesi si sono offerte di elargire un contributo di 10,67 milioni di euro, pari a circa 21 miliardi di lire, alla cosiddetta Fondazione della Memoria, da costituire su iniziativa del governo a favore dei superstiti dell’Olocausto e degli eredi. 

Le compagnie hanno esaminato le domande applicando criteri di verifica rigidi, sulla base delle informazioni fornite dal richiedente e su informazioni ottenute dalla compagnia stessa recuperabili fra i suoi documenti e nei suoi archivi.

Nel presentare una domanda relativa a una polizza emessa a una vittima dell’Olocausto, il richiedente deve:

  • dimostrare come sia plausibile, alla luce delle circostanze contingenti, compresa la distruzione causata dalla Seconda Guerra Mondiale, l’Olocausto ed il lungo periodo di tempo trascorso dalla data di emissione della polizza in questione;
  • presentare tutte le prove relative a quella richiesta, scritte, in suo possesso o sotto il suo controllo, che possano ragionevolmente essere richieste in esame, in considerazione delle circostanze e degli anni trascorsi, compresa la storia del richiedente e della sua famiglia, la storia del titolare/beneficiario/assicurato della polizza e se il titolare della polizza, l’assicurato o il richiedente sono stati o meno vittime della persecuzione nazista;
  • presentare una copia o riproduzione di ogni documento originale in suo possesso o sotto il suo controllo, relativo al contratto assicurativo;
  • dichiarare se il richiedente stesso o a quanto gli risulta qualsiasi altra persona abbia presentato domanda o ricevuto alcun pagamento, indennizzo, risarcimento o restituzione da parte di qualsiasi governo o organizzazione in relazione alla polizza in questione;
  • dichiarare l’identità di qualsiasi persona conosciuta dal richiedente che il richiedente stesso creda, o abbia ragionevoli motivi per credere, abbia legittimo diritto ai benefici della polizza in esame.

Nella valutazione di una domanda presentata da un richiedente, le compagnie di assicurazioni partecipanti hanno concordato di:

  • non rifiutare alcuna prova come insufficientemente probatoria dei fatti necessari per confermare la domanda, se la prova fornita è plausibile alla luce di tutte le particolari circostanze contingenti;
  • prendere in considerazione tutte le informazioni presentate dal richiedente insieme a tutte le informazioni raccolte dalla compagnia di assicurazioni e dall’ICHEIC durante la sua ricerca della compagnia di assicurazioni e altri archivi competenti e di tenere sempre in considerazione la difficoltà di provare la legittimità di una domanda dopo la distruzione causata dalla guerra, l’Olocausto e il lungo periodo di tempo trascorso dalla data di emissione della polizza in questione.

L’esistenza di una polizza di assicurazione sarà considerata adeguatamente convalidata da uno qualsiasi dei seguenti documenti:

• originale o copia di una polizza di assicurazione;

• originali o copie delle ricevute dei premi versati per una polizza di assicurazione;

• informazioni negli archivi di una compagnia di assicurazioni che confermino l’esistenza di una polizza;

• corrispondenza scritta fra la compagnia di assicurazioni o il suo agente o rappresentante e il richiedente, che confermi l’esistenza di una polizza;

• dati posseduti o conservati da un qualsiasi ente governativo che confermino l’esistenza di una polizza;

• dati di un qualsiasi ente governativo posseduti dal richiedente che confermino l’esistenza di una polizza;

• informazioni sulle circostanze personali che potranno essere ottenute dai seguenti documenti:

  • fotografie 
  • piantine 
  • articoli o annunci pubblicati su qualsiasi quotidiano, gazzetta o altro giornale 
  • diari e lettere personali
  • storia della famiglia o alberi genealogici
  • certificati di nascita o di morte
  • documenti militari 
  • documenti scolastici 
  • mutui 
  • qualsiasi altra prova che il richiedente volesse aggiungere alla sua pratica”.

Francesco Ponzi
CEO Gruppo Investigativo PONZI SpA

Se vuoi rimanere aggiornato sui temi più interessanti del settore investigativo e della sicurezza, non perdere i prossimi appuntamenti della Rubrica dell’Esperto!

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