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Investigazioni sui dipendenti: sono legali?

La Corte Suprema il 1° marzo 2019 ha stabilito i limiti entro i quali le investigazioni sui dipendenti possono considerarsi legali e quando invece vietate.

Il tema da anni è molto dibattuto in quanto spesso viene definito questo comportamento come una violazione vera e propria della privacy. Se da un lato l’idea di essere controllati e sotto investigazione può realmente andare a condizionare e ledere questo diritto, è anche vero che dall’altro i titolari di aziende e società, potrebbero avere la necessità di indagare nel caso in cui si sospettino comportamenti scorretti da parte di alcuni dipendenti. Furti aziendali, abuso della legge 104, dipendenti infedeli o coinvolti nella timbratura presenze di colleghi assenti e operanti nella pubblica amministrazione, rappresentano situazioni che possono richiedere l’intervento di investigatori per dimostrare il comportamento scorretto. Ma quando è consentito effettuare, a spese del datore di lavoro, investigazioni sui dipendenti?

Negli ultimi anni la Cassazione si è occupata di molteplici casi che vedevano appunto coinvolto questo aspetto, pertanto la Corte Suprema ha deciso di esprimersi e tracciare una serie di linee guida che sanciscono per l’appunto quando il ricorso a investigazioni private sui dipendenti è da considerare lecito e le situazioni invece in cui tale comportamento può essere definito lesivo verso il diritto alla privacy.

Il 1° marzo 2019 in una sentenza è stato dichiarato dai giudici che l’azienda può rivolgersi a un investigatore privato per effettuare indagini su un dipendente soltanto se le stesse si svolgano in ambienti pubblici, esterni all’azienda e all’abitazione del lavoratore, nonché per fatti non inerenti alla prestazione lavorativa stessa fuori dall’orario di servizio. In sostanza è possibile effettuare indagini sia per convalidare eventuali casi di assenteismo, ma anche per verificare la presenza di abusi della legge 104. Tali indagini inoltre non devono risultare continuative, bensì limitarsi alla dimostrazione della sussistenza di un fatto scorretto nei confronti della società.

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Quando sono consentiti controlli tramite videosorveglianza o strumenti aziendali?

L’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori vieta l’impiego di strumenti audiovisivi e qualsiasi altro strumento controllabile a distanza che possa verificare l’attività lavorativa del dipendente, in quanto considerato quale violazione della privacy. Esistono però casi in cui questa tipologia di controllo può essere messa in atto previo accordo con l’Ispettorato del Lavoro e i sindacati.

Nello specifico è possibile ricorrere a strumenti di videosorveglianza per il controllo dei dipendenti quando:

  • L’attività investigativa venga ritenuta indispensabile per la prevenzione di eventi pericolosi
  • Sia necessaria per contrastare attività illecite, quali ad esempio lo spaccio
  • Serva per garantire la tutela del patrimonio aziendale

Al contrario è illegittimo ricorrere a strumenti di videosorveglianza per verificare l’attività lavorativa del dipendente, anche se ritenuta di scarso livello.

Inoltre, i datori di lavoro, possono monitorare l’impiego di strumentazioni aziendali, quali computer, cellulare e tablet, ma anche gli accessi tramite badge, senza richiedere alcuna autorizzazione, ma soltanto previa comunicazione al dipendente l’informativa sulla privacy nella quale si evidenzia la possibilità di sporadici controlli.

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Come denunciare assenteismo sul lavoro?

Combattere l’assenteismo in azienda non è facile, anche quando il numero di assenze ingiustificate da parte del dipendente è davvero evidente.

Questa casistica rientra tra quelle per le quali è possibile l’intervento di investigatori privati, purché operanti nel rispetto delle normative in vigore. L’investigatore assunto per dimostrare la sussistenza del fatto non potrà infatti agire in ambienti privati, ma soltanto in luoghi pubblici, andando a dimostrare quindi la scorrettezza del dipendente. In questo caso i dati raccolti potranno essere impiegati in una causa e impugnati di fronte a un giudice per dimostrare l’assenteismo ingiustificato del dipendente.

Le circostanze che possono portare a un’indagine di assenteismo includono una serie di comportamenti tenuti dal lavoratore, quali:

  • Frequenti richieste di permessi retribuiti
  • Permessi per malattia ricorrenti e periodici
  • Richiesta di periodi di aspettativa
  • Copertura da parte dei colleghi del dipendente assente
  • Dipendente che non rispetta l’orario di lavoro o non si presenta senza dare alcuna giustificazione.

In questi casi, ove venga dimostrato da parte di un investigatore il comportamento ingiustificato e scorretto da parte del dipendente, nonché venga messo in luce un danno nei confronti della società, il lavoratore potrà essere denunciato alle autorità, licenziato, nonché vedersi attribuiti oneri legali ed eventuali perdite causate all’azienda.

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Assenteismo dipendenti pubblici: cosa si rischia?

Il problema dell’assenteismo è stato spesso evidenziato all’interno degli uffici della Pubblica Amministrazione. Dipendenti che timbravano il cartellino al posto di altri, che presentavano falsi certificati di malattia o he ancora si assentavano dal lavoro senza una giusta causa, questi fatti sono all’ordine del giorno purtroppo negli uffici pubblici italiani.

Ma nel caso in cui venga dimostrata la sussistenza del fatto, ovvero l’assenteismo del dipendente pubblico senza che vi sia una ragione valida per tale comportamento, a quale rischio può andare incontro il lavoratore colto in fallo?

Nel caso in cui venga presentata falsa attestazione di presenza in servizio, ossia qualche collega di occupi di badgiare al posto del dipendente assenteista occupato in un eventuale second impiego, a svolgere altre attività sia che si tratti di acquisti, sport o per un caffè al bar, o se lo stesso non si presenta sul luogo di lavoro per più di 3 giorni consecutivi in due anni, lo stesso sarà passibile di licenziamento, come da decreto inerente i licenziamenti nel settore del pubblico impiego.

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A chi appoggiarsi per attestare l’assenteismo di un dipendente?

L’agenzia investigativa Ponzi Spa si occupa di offrire ai propri clienti un servizio adito a individuare dipendenti assenteisti ingiustificati. Operando in conformità delle leggi in vigore gli investigatori reperiranno informazioni in merito ai dipendenti per i quali si sospettino comportamenti scorretti nei confronti del datore di lavoro, abusi della legge 104 e assenteismo ingiustificato anche per quanto riguarda operatori della pubblica amministrazione.

Le investigazioni sui dipendenti sono legali solo se eseguite da agenzie riconosciute, operanti nel settore e soprattutto competenti sia per quanto concerne l’aspetto burocratico per la presentazione delle prove raccolte in sede giudiziaria.

Nel caso in cui si ipotizzino comportamenti scorretti da parte di dipendenti è bene pertanto affidarsi a chi ha i mezzi per provare quanto si sospetti e, al contempo, conosca le normative. Ponzi Spa rappresenta in questo senso la scelta più idonea, affidabile e qualificata, capace di fornire il giusto supporto e studiare una strategia idonea al singolo caso preso in considerazione.

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